Walk of Life: oggi a Palazzo dei Normanni un convegno e i “disegni di bambini” riscrivono la narrazione dell’autismo
I bambini e i ragazzi hanno avuto l’opportunità di sperimentare relazioni significative e frammenti di autonomie grazie a visite guidate, laboratori motivazionali, partecipazione a eventi culturali e uscite nel territorio, momenti di sport e condivisione del tempo libero. A conclusione del convegno, alle ore 17.30, nel Colonnato esterno della Cappella Palatina, sarà inaugurata l’esposizione curata da Dafne Crocella, Aut-Out, questa non è una mostra. Una restituzione al territorio del laboratorio di arteterapia svolto dall’artista e psicoterapeuta Vanni Quadrio con l’equipe socio educativa di Aress Fabiola.
L’esposizione
Una cascata di fogli A4 con quelli che chiunque potrà riconoscere come “disegni di bambini” scivola lungo il muro esterno della Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni, mentre due grandi cuori colorati osservano. No. Questa non è una mostra e non vuole esserlo. Non è un’esposizione di lavori fine a sé stessa e non si aspetta di ricevere apprezzamenti secondo canoni estetici precostituiti. E’ un percorso. Un invito a un’immersione nel mondo dell’altro e al recupero dello sguardo del cuore.
I lavori sono quelli di bambine e bambini, ragazzi e ragazze che grazie al progetto Walk of Life hanno potuto partecipare al percorso laboratoriale tenuto dall’artista e psicoterapeuta Vanni Quadrio, autore dei due grandi cuori che osservano. Un viaggio che è iniziato a ottobre 2025 permettendo per alcuni mesi a minori dai 6 ai 17 anni con diagnosi di autismo, di confrontarsi con il gesto grafico osservando le forme del proprio corpo e di ciò che lo circonda ed esprimendo una personale elaborazione delle proprie percezioni.
Questa esposizione se da un lato è rivolta alle famiglie degli utenti, agli operatori sociali e ai caregivers in generale come forma di restituzione alla comunità di un percorso che mostra la possibilità di un affiancamento creativo e di un ascolto nuovo; dall’altro è un invito rivolto a chi non conosce il mondo dell’autismo a entrare tra queste forme, ad accogliere la differenza senza temerla, a superare lo stigma.





